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Il gruppo di AC di San Clemente Papa si riunisce abitualmente il martedì alle 17 e anima la Messa domenicale delle 9.

Mario Ardigò, dell'associazione di AC S. Clemente Papa - Roma

domenica 26 maggio 2013

Domenica 26-5-13- Solennità della Santissima Trinità - Lezionario dell’anno C per le le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: bianco– Letture della Messa - avvisi parrocchiali e di A.C.


Domenica 26-5-13-  Solennità della Santissima Trinità -   Lezionario dell’anno C per le  le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: bianco– Letture della Messa -  avvisi parrocchiali e  di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura 14° C . Cielo: poco nuvoloso, ma molto variabile. Canti: ingresso, Noi canteremo gloria a te; Offertorio, Vieni Spirito d'amore; Comunione, Preghiera semplice. Alla Messa delle dieci ci sono state le Prime Comunioni. Il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.

Buona Domenica a tutti!

Prima lettura
Dal libro dei Proverbi (Pr 8,22-31)

 Così parla la Sapienza di Dio: "Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all'origine. Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo. Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso, quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo".

Salmo responsoriale
Dal salmo 8

Ritornello:
O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 5,1-5)

 Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv16,12-15)

  In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà."

Sintesi dell'omelia della Messa delle nove in parrocchia

  I cristiani credono in un unico Dio in tre Persone. Dio così è amore e comunione. Amando e rimanendo in comunione tra noi partecipiamo dell'amore divino.

Avvisi parrocchiali:
-giovedì 30 maggio, pellegrinaggio a Nepi alla Madonna delle Rupi; sul sagrato oggi si possono acquistare i biglietti;
-venerdì 31 maggio - ultimo giorno del mese mariano: prima della messa vespertina  verrà portata in processione la statua della Madonna per  le vie del quartiere - seguirà, alle 19:00, la Messa.
-nell'ufficio parrocchiale sono disponibili gli ultimi cinque biglietti per il pellegrinaggio nei luoghi di San Pio da Pietrelcina;

Avvisi di A.C.:
- martedì 28 maggio, ultimo incontro del gruppo prima della sospensione estiva. Ci ritroveremo in pizzeria. L'appuntamento è alle ore 19:45 davanti alla chiesa parrocchiale o alle 20:00 al ristorante Le Valli, in via Val di Lanzo 15;
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 19 maggio 2013

Domenica 19-5-13 - Solennità della Pentecoste - Lezionario dell’anno C per le le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: rosso – Letture della Messa - avvisi parrocchiali e di A.C.

Domenica 19-5-13 -  Solennità della Pentecoste -   Lezionario dell’anno C per le  le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: rosso – Letture della Messa -  avvisi parrocchiali e  di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura 22° C . Cielo: poco nuvoloso. Canti: ingresso, Noi canteremo gloria a te; Offertorio, Vieni Spirito d'amore; Comunione, Preghiera semplice. Il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.

Buona Domenica a tutti!

Prima lettura
Dagli Atti degli apostoli (At 2,1-11)

 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro  il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue della grandi opere di Dio.


Salmo responsoriale
Dal salmo 103

Ritornello:
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (RM 8,8-17)

 Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spiriti, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù di morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà! Padre!". Lo spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria.

Sequenza

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano,
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona eterna gioia.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-16.23b-26)

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parole e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre  manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

 

Sintesi dell'omelia della Messa delle nove in parrocchia

 Lo Spirito vive dentro di noi. Ci è dato per convincerci che la morte è stata sconfitta da Cristo, per vivere l'esperienza della risurrezione in tutti i momenti di sofferenza della nostra. Non ci è dato per renderci dei supercristiani, perfetti, senza peccati, ma per fare luce nella nostra vita, per mostrarci chi siamo veramente, con le nostre imperfezioni, con i nostri peccati. E, nello stesso tempo, per mostrarci  che Dio ci ama nonostante ciò che siamo.  Quindi poi anche noi possiamo amare gli altri nonostante le loro imperfezioni, i loro peccati.

Sintesi dell'omelia della Messa delle dieci in una clinica romana

  Quello dopo Pentecoste è il tempo dello Spirito Santo.
 Nella vita non siamo soli: siamo accompagnati dalla Spirito Santo. E' lo Spirito Santo che ci dà la speranza e ci rende capaci di diffonderla.
 Abbiamo lo Spirito Santo se rimaniamo in amicizia con Gesù.
 Lo Spirito Santo è colui che rende diversa la Chiesa. Come è solito predicare il Papa, noi dobbiamo mantenere questa diversità, che crea unità senza uniformità.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli
 
Avvisi parrocchiali:
-sabato 25 maggio, nella chiesa parrocchiale, sarà impartito il sacramento dell'Unzione degli infermi alle persone che hanno superato i sessant'anni;
-si sta organizzando, per i primi giorni di giugno, un pellegrinaggio nei luogi di San Pio da Pietrelcina, che sarà utile per conseguire l'indulgenza plenaria


Avvisi di A.C.:
- martedì 21 maggio. alle ore 17:00, nella sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), si terrà la riunione del gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica. Gli associati sono invitati a preparare una meditazione  sulle lettura di domenica 26 maggio 2012   - Solennità della Santissima Trinità (Pr 8,22-31; Sal 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15). Verrà proiettata una presentazione Power Point sul un'opera musicale con implicazioni per la vita di fede.
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 12 maggio 2013

Domenica 12-5-13 - Solennità dell'Ascensione del Signore - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: bianco – Letture della Messa - avvisi parrocchiali e di A.C.


Domenica 12-5-13 -  Solennità dell'Ascensione del Signore -   Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – salterio: proprio del tempo– colore liturgico: bianco – Letture della Messa -  avvisi parrocchiali e  di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura. 20° C. . Cielo: poco nuvoloso. Canti: ingresso, Noi Canteremo gloria a te; Offertorio, Le Mani Alzate; Comunione, Resta con noi Signore la sera. Partecipazione. Il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.

Buona Domenica a tutti!

Prima lettura
Dagli Atti degli Apostoli (At 1, 1-11)

 Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli appostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, "quella -disse- che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo". Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: "Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno di Israele?". Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere tempi e momenti che il Padre ha riservato al suo potere. ma riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino  ai confini della terra". Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".


Salmo responsoriale
Dal salmo 46

Ritornello:
Ascende il Signore tra canti di gioia

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,p
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

Seconda lettura
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 9,24-28; 10,19-23)

 Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli  apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una volta sola, dopo di cha viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza. Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura, Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-52)

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Così sta scritto; il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto". Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono  a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Sintesi dell'omelia della Messa delle nove

 La solennità dell'Ascensione del Signore ci apre alla speranza.
 Gesù è vero Dio e vero uomo.
 Quando si incarnò, nacque a Betlemme e visse tra noi uomo tra gli uomini, Gesù non cessò di essere Dio, presso il Padre.
 Ascendendo al cielo, non cessò di essere uomo, ma aprì la via del cielo alla nostra umanità.
 Noi viviamo il nuovo sacerdozio inaugurato da Cristo. Noi siamo divenuti il Corpo di Cristo sulla Terra. La nostra missione è portare tutta l'umanità per quella via.
 Spesso pensiamo al sacerdote come alla persona eccezionale, scelta nel popolo per le sue qualità per essere mediatore tra Dio e le persone umane. Allora ci scandalizziamo per i peccati dei preti.
 In realtà nella fede viviamo tutti un unico sacerdozio: Cristo ci ha aperto una via di salvezza dai nostri peccati, per essere a nostra volta sacerdoti per portare anche tutti gli  altri per quella via.
 Egli è presso Dio con la sua umanità, ma rimane con noi. Nella fede possiamo riconoscerlo nell'umanità degli altri, specialmente nei bisognosi e anche in quella di coloro che si sono più distanti.
 Per andare per la via che Gesù ci ha aperto dobbiamo rimanere insieme a lui. L'amore ci mantiene insieme a lui. Non seguiamo ciò che Gesù ci ha insegnato perché abbiamo paura della sua punizione, ma perché amiamo Dio e perché in Dio amiamo anche gli altri.
 Dio perdona sempre i nostri peccati, la via di salvezza rimane aperta nonostante i nostri peccati. Ma dobbiamo sempre sforzarci di convertirci a lui, per rimanere con Gesù nella via che egli ha tracciato. A volte è difficile: ad esempio è difficile perdonare.
 Ricordiamo però che la via tracciata da Gesù è via di salvezza e di felicità. E sempre speriamo di poterla percorrere, per rimanere sempre con Dio anche oltre la morte.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli
 
Avvisi parrocchiali:
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Avvisi di A.C.:
- martedì 14 maggio. alle ore 17:00, nella sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), si terrà la riunione del gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica. Gli associati sono invitati a preparare una meditazione  sulle lettura di domenica 19 maggio 2012   - Solennità di Pentecoste (At 2,1-11; Sal 103; Rm 8,8-17; Gv 14,15-16.23b-24). Saranno trattati temi relativi all’Anno della Fede,  nello stesso spirito che anima la Grande Missione Cittadina di cui sopra, ma con il metodo che è proprio dell'Azione Cattolica. La parrocchia è un realtà pluralistica, anche se si agisce sempre con unità di propositi, secondo le indicazioni del vescovo e del parroco che lo rappresenta qui tra noi;
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 5 maggio 2013

Appunti di lettura da "Il Cielo e la Terra" di Bergoglio-Skorka, Mondadori 2013 - 4° parte - Politica, giustizia sociale: ruolo dei cattolici

Appunti di lettura da Il Cielo e la Terra di Bergoglio-Skorka,  Mondadori, 2013

4° parte 

Politica, giustizia sociale: ruolo dei cattolici

 
  Sul tema della politica, e del ruolo dei cattolici in politica, si sente la maggiore diversità tra il modo di pensare europeo, in particolare degli italiani, e quello di due argentini Bergoglio e Skorka. Si sente una forte impronta nazionalista che porta ad affrontare molto alla lontana alcuni momenti molto critici della storia argentina (che in Europa è in genere poco conosciuta).
  L'argentina conquistò l'indipendenza nazionale da un'unica potenza colonizzatrice europea: la monarchia spagnola,  negli anni dal 1810 al 1816 (pag.123), a cominciare da un'epoca i cui però la Spagna era caduta nelle mani dei francesi bonapartisti. Si capisce perché, quindi, come riferito nel libro, la Chiesa cattolica fu "al fianco di un popolo in maggioranza cattolico, evangelizzato, catechizzato". La differenza con la situazione italiana dell'Ottocento è molto profonda. Innanzi tutto il nostro Risorgimento non fu un moto anticoloniale, ma essenzialmente un movimento per l'unificazione nazionale. Si noti che il nostro Lombardo-Veneto non era una colonia austriaca, ma era sostanzialmente una articolazione con rango di stato dell'impero multinazionale austriaco, in continuità territoriale con la potenza dominante. In secondo luogo il nostro Risorgimento fu animato da movimenti che scaturirono in continuità con i moti rivoluzionari francesi e con l'ideologia bonapartista.
  Per quanto gli italiani costituiscano un'etnia nazionale ben rappresentata nella popolazione argentina, l'Italia rimane una potenza europea e, per un argentino, l'Europa ha rappresentato storicamente una minaccia colonizzatrice. Questi accenti sono molto chiari nel  contenzioso, ancora caldissimo, tra l'Argentina e la Gran Bretagna.
 Riassumendo e semplificando molto: in Argentina nell'Ottocento si lottò per fare dell'Argentina una potenza americana, mentre in Italia si lottò per unificare la nazione e farne una potenza europea.
 Si può immaginare che, nella lotta d'indipendenza, la Chiesa cattolica non si sia battuta per i principi che erano scaturiti dalla rivoluzione francese e che sono alla base dell'attuale ideologia dei diritti umani espressa nelle leggi fondamentali dell'Unione Europea. L'argomento non viene affrontato dai due autori.
  Dalla storia dell'Argentina sappiamo che la politica di quella nazione si articolò nel confronto/scontro tra radicali e conservatori. Possiamo immaginare che la Chiesa cattolica stesse dalla parte dei conservatori. Non si dà conto di movimenti cattolici analoghi a quelli che tra l'Ottocento e il Novecento in Italia produssero l a faticosa assimilazione tra i cattolici della democrazia popolare come oggi la intendiamo in Europa.
 Nel libro si accenna alla questione della Conquista, vale a dire dell'insediamento degli spagnoli in Argentina, dal Cinquecento. Quando arrivarono i colonizzatori spagnoli, quella che sarebbe diventata l'Argentina era popolata da amerindi, che, nel corso dell'insediamento degli europei, si estinsero quasi completamente. Nel libro Bergoglio di questo non tratta, limitandosi a ricordare che a quell'epoca fede e spada andavano di pari passo, che vi furono le riduzioni  dei gesuiti, zone in cui gli amerindi si autoamministravano consigliati dai missionari, che vi fu chi, come Bartolomeo De La Casas contrastò la riduzione in schiavitù degli amerindi e che la realtà del continente, prima dell'arrivo degli europei, era già quella di un luogo segnato dal dominio dei più forti sui più deboli. 
 Nel libro non si parla dello schiavismo contro le popolazioni africane, che purè interessò l'Argentina e, in particolare, Buenos Aires. E questo anche se, per il tipo di economia che prevalse  nella nazione, basata molto sull'allevamento del bestiame, l'impiego della manodopera schiava africana ebbe meno importanza che, ad esempio, in Brasile. Ciò trova riscontro nelle scarse proporzioni del meticciato etnico tra discendenti degli europei e degli africani. Bisogna ricordare che l'Argentina abolì il commercio degli schiavi all'inizio della sua indipendenza nazionale, probabilmente anche perché esso non rivestiva o non rivestiva più quell'importanza che conservò ancora a lungo, ad esempio, in Brasile.
 Nel libro si accenna ad altri eventi storici cruciali dell'Argentina.
 Non si fa menzione della posizione della Chiesa cattolica durante la lunga (1829-1852) dittatura di Juan Manuel De Rosas (contro le cui truppe combatté  anche il nostro Giuseppe Garibaldi per l'indipendenza dell'Uruguay).
 Si fa menzione dell'appoggio di parte della Chiesa cattolica al regime di Juan Domingo Peron (dal 1946) per dire che inizialmente una parte della gerarchia l'appoggiò, anche per le iniziative sociali promosse, poi vi fu una rottura. Non si specifica che la rottura ebbe spiccato carattere religioso e che il Peron fu scomunicato, dopo aver promosso l'approvazione di una legge che introduceva il divorzio. Si fa menzione di chiese distrutte dai peronisti e di aerei di rivoltosi antiperonisti che nel 1954 bombardavano il palazzo presidenziale, in Plaza de Mayo di Buenos Aires, con aerei su cui era scritto "Cristo Vince".
 Anche in ordine al periodo dittatoriale che seguì l'ultima caduta di Peron, dal 1976 al 1982, non ci si dilunga molto nel libro, se non per ricordare un documento del maggio 76 sui diritti umani e persone del clero che si spesero per sottrarre gente ai torturatori, anche senza arrivare a un conflitto esplicito. Si legge a pag.176:
"Che cosa fece la Chiesa in quegli anni? Fece ciò che fa un'organizzazione che vanta al suo interno santi e peccatori. C'erano uomini che riuscivano ad essere entrambe le cose. Alcuni cattolici sbagliarono, altri andarono avanti fino alla fine. C'erano cattolici che giustificavano quel modo di agire con i pretesto della lotta al comunismo … Riassumendo brevemente, nella Chiesa ci furono cristiani da entrambe le parti: cristiani morti come guerriglieri, cristiani che aiutarono a salvare vite umane e cristiani che aderirono alla repressione convinti di salvare la patria. E c'erano anche chierici dalle sfumature più complesse: la Conferenza episcopale condusse non poche trattative riservate e fece dichiarazioni pubbliche. Concordo con il rabbino sul fatto che bisogna ancora indagare a fondo. Ma non bisogna nemmeno credere alla teoria semplicistica della complicità."
  Si può dedurre che in quegli anni parte dei cattolici siano stati complici della dittatura, che si presentava come restauratrici dei valori cristiani contro il comunismo, e che anche la stessa gerarchia sia sospettata di complicità con il regime.
 Nel libro non si hanno scarse notizie sui rapporti tra il mondo cattolico e i regimi democratici succeduti alla caduta della dittatura militare. Non si accenna all'influsso statunitense nelle vicende argentine, che pure verosimilmente vi fu.
 Nel libro Bergoglio cita l'espressione di Paolo 6°, secondo cui la politica è la forma più alta di carità sociale.  A pag.130 si legge: ""Partecipare alla vita politica  è certamente una maniera di rendere onore alla democrazia". Ma i problemi che in Italia storicamente abbiamo avuto su come conciliare fede e democrazia non sono affrontati.
 Si menziona di sfuggita la dottrina sociale della Chiesa, ma non le implicazioni n senso democratico del movimento sociale che in Europa ne fu storicamente l'origine (pag.157).  Vi è una valutazione positiva dell'impegno sociale (pag.185), ma un giudizio negativo sul clero che impersonò il tentativo di conciliare fede cattolica e socialismo.
Si centra l'attenzione sull'impegno per i poveri come espressione di un'interiorità autentica, non di mera facciata, per esibizione a fini di affermazione sociale. E' un argomento su cui il Papa è tornato anche nei suoi primi insegnamenti dopo la sua elezione.
 Il Concilio Vaticano 2° e l'evoluzione della dottrina sociale che ne conseguì sono poco presenti.
 Da diversi passi del libro si avverte che in Argentina c'è un problema di dialogo e di intolleranza. Lo stesso Bergoglio viene accusato di dialogare troppo.
 Bergoglio ricorda però che in Argentina si fu capaci di favorire la mescolanza delle "razze", ma questa espressione si deve intendere piuttosto riferita a diverse culture, in prevalenza europee, che giunsero in quella nazione, in particolare verso la fine dell'Ottocento. Bergoglio diffida della globalizzazione, vi vede un pericolo di fusione  di popoli, che, a suo avviso, devono mantenere la propria identità per integrarsi armoniosamente con gli altri.
 In definitiva le indicazioni specifiche che riguardano l'agire politico di un cattolico sono scarse.
 A pag.132 ve ne sono due: la prima è quello di cercare e praticare il dialogo. La seconda è centrata sul nazionalismo  e sulla patria  e suona storicamente obsoleta per un europeo di oggi (ma è comprensibile in una realtà come quella sud-americana e in una nazione che storicamente fu colonia europea):
"…salvaguardare la sovranità della nazione, della patria. Il Paese costituisce la dimensione geografica e la nazione i principi costituzionali e gli aspetti giuridico-legali che permettono l'esistenza di una società. Un Paese o una nazione possono subire un declino in seguito a una guerra, essere mutilati o ricostituiti. Diversamente la patria è il patrimonio che abbiamo ricevuto dai nostri padri fondatori, sono i valori che ci hanno affidato non perché li custodissimo dentro un barattolo di conserva, ma per farli crescere affrontando le sfide del presente e proiettarli verso l'utopia del futuro. Se la patria si perde non si recupera: è il nostro patrimonio…La patria è mettersi sulle spalle i genitori. Con l'eredità che ci è stata affidata dobbiamo negoziare il presente dobbiamo farla crescere e lanciarla verso il futuro".
 La caratteristica dell'Europa di oggi è invece quella di superare le patrie nazionali e di rifondare un nuovo sistema di valori, sostituendo/modificando/integrando quelli storicamente ricevuti, per rendere possibile la coesistenza di una grande quantità di etnie  e di culture, secondo la situazione creatasi a seguito della globalizzazione non solo del commercio di merci e di valute ma anche delle migrazioni  dei popoli.
 Un esempio che ho già fatto: in tutta l'America Latina le lingue-veicolo sono  fondamentalmente due: spagnolo e portoghese. Nell'Unione Europea, in uno spazio territoriale molto più limitato, decine.
 E' chiaro che il nuovo Papa avrà modo nel corso del suo ministero di chiarire molti aspetti che nel libro non sono trattati o sono trattati di sfuggita dato il carattere e i destinatari dell'opera. Il libro, in particolare, era destinato a un pubblico argentino, che molti particolari storici li conosce in modo approfondito,  a differenza di un pubblico europeo. Si tratta di un'opera in cui l'elemento fondamentale è costituito dall'essere un esempio di dialogo vero, tra due esponenti di religioni insieme vicine e distanti, di religioni che in passato furono avversarie, in un mondo, quello argentino, in cui il dialogo probabilmente non è ancora ampiamente praticato.
 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli
 
 

Domenica 5-5-13 - 6° Domenica di Pasqua - - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – salterio: 2° settimana – colore liturgico: bianco – Letture della Messa - avvisi parrocchiali e di A.C.


Domenica 5-5-13 -  6° Domenica di Pasqua - -   Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – salterio: 2° settimana – colore liturgico: bianco – Letture della Messa -  avvisi parrocchiali e  di A.C.

Osservazioni ambientali: temperatura  19 C. . Cielo: coperto, piovoso: Canti: ingresso Noi canteremo gloria a te; Offertorio  - non si è cantato; Comunione,Symbolum 77. Partecipazione numerosa Il gruppo di AC era nei banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.

Buona Domenica a tutti!

Prima lettura
Dagli Atti degli apostoli (At 15-1-2.22-29)

 In quei giorni, alcuni venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati". Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabiito che Paolo e Barbaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Cheisa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia inseme a Paolo e Barnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: "Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi  insieme ai nostri carissimi Barnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose. E' parso bene, infatti allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl'idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!

Salmo responsoriale
Dal salmo 66

Ritornello:
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.


Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

Seconda lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 21,10-14.22-23)

 L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e altro e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. E' cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tra porte. Le mura delle città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi degli apostoli dell'Agnello. In essa non vidi alcun tempio: Il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,23-29)

 In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi.  Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate".

Sintesi dell'omelia della Messa delle nove

 "Se uno mi ama osserverà la mia parola e i Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". La vita di fede consiste in una intimità con Dio, in una relazione interiore. Per amore si osserva la parola di Gesù, che poi è Gesù stesso, e il Padre e Gesù prendono dimora in noi, nella nostra interiorità.
 Il Padre ci manda lo Spirito Santo, che ci spiega ogni cosa di ciò che insegnò Gesù. Nei Vangeli vediamo che spesso i discepoli non capiscono le parole di Gesù. Occorre un insegnamento particolare. A noi è dato nello Spirito Santo.
 Gesù ci da la sua pace che non è come la pace del mondo, che consiste nell'assenza di guerra. Bisogna richiamare il concetto di pace che è insito nella parola ebraica shalòm, che appunto è più che assenza di guerra, è benessere, sicurezza, gloria. Questa pace  è pace con Dio e con gli altri intorno a noi  e ci consente di rimanere in essa anche nelle avversità della vita, così da non essere interiormente turbati: infatti essa origina da Dio che ha preso dimora in noi, da una realtà interiore.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli
 
Avvisi parrocchiali:
-oggi alle ore 17, nel Pratone delle Valli, nei pressi del mercatino, si svolgerà il secondo incontro della Grande Missione Cittadina organizzata dalla Diocesi di Roma, con la collaborazione del Cammino Neocatecumenale, nell'ambito delle iniziative dell'Anno della Fede. Verrà proclamato l'annuncio evangelico (Cristo è morto e risorto per la nostra salvezza, perché Dio ci ama) e ci sarà una chiamata alla conversione. Saranno presentate esperienze di vita dalle quali emergeranno i frutti della conversione. Tutti sono invitati a partecipare, possibilmente portando con sé altre persone. La fede religiosa può cambiare in meglio il nostro modo di affrontare i problemi e le difficoltà della nostra vita, donando pace interiore e un senso alla nostra vita, con le sue gioie e le sue sofferenze, ciò anche se la religione non promette di farci conseguire magicamente la soluzione di tutti i nostri guai.
-ogni giorno feriale del mese di maggio: alle ore 18:30 recita del Rosario e alle 19 Messa con un pensiero mariano;
-il catechismo per i bambini sarà alle ore 17;

Avvisi di A.C.:
- martedì 7 maggio. alle ore 17:00, nella sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), si terrà la riunione del gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica. Gli associati sono invitati a preparare una meditazione  sulle lettura di domenica 12 maggio 2012   - Solennità dell'Ascensione del Signore (At 1,1-11; Sal 46; Eb 9,24-28;10,19-23; Lc24,46-53). Saranno trattati temi relativi all’Anno della Fede,  nello stesso spirito che anima la Grande Missione Cittadina di cui sopra, ma con il metodo che è proprio dell'Azione Cattolica. La parrocchia è un realtà pluralistica, anche se si agisce sempre con unità di propositi, secondo le indicazioni del vescovo e del parroco che lo rappresenta qui tra noi;
- si segnala il sito WEB  www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
- si segnala il sito WEB  Viva il Concilio http://www.vivailconcilio.it/
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per   scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.